venerdì 18 dicembre 2009

La stranezza è completezza

La stranezza è completezza
differenze
La stranezza è completezza

<< Ogni "strano" ha il diritto e il dovere di essere strano >>.
Inizio con questo bellissimo aforisma nato dal Cuore del grande Maestro (Krishna-Path).

Come consideriamo la stranezza nel nostro prossimo?
Definiamo la parola stranezza:
La stranezza secondo il punto di vista di uno Strano strano, ma strano veramente, cioè il mio, è il colore che ogni singola Anima usa per dipingere la propria vita, ogni singola sfumatura è una piccola stranezza che noi abbiamo, è la dimensione del pennello che usiamo, è la quantità d'acqua con cui diluiamo il colore, è il tipo di tela che usiamo e lo stile che ne viene fuori, ed è differente da quello che può avere il nostro vicino di casa o il fornaio che sta a 5000 Chilometri di distanza da noi, la stranezza è il percepire il mondo con i propri occhi cercando di condividere questa percezione, perché è condividendo che le esperienze e le percezioni si moltiplicano esponenzialmente, vivendo così esperienze che si trasformano in consapevolezza, che da soli non potremmo che realizzare in migliaia di vite, forse.
L'essere strani al giorno d'oggi è considerato essere fuori dalla normalità, ma la normalità chi la fa?
E' fatta dalle singole persone?
Noi scegliamo di essere normali, e crediamo di scegliere?
Tutto è un'illusione, un immenso condizionamento generale imposto dalla società, che con i media vuole questa normalità.
Per questo io e mi a moglie ci riteniamo SANI più che normali.
Quando si indica qualcuno con l'aggettivo di strano, è perché a colui che indica manca quella stranezza, che appartiene all'altro, cosicché la stranezza viene additata come difetto del nostro prossimo, invece è una mancanza che noi dobbiamo sopperire in qualche modo, è come l'attrazione fra uomo e donna, questa avviene perché a l'uno manca la parte che l'altro ha, o viceversa.
Se riuscissimo a guardarci nel nostro intimo sentire, con distacco, vedremmo che il giudicare l'altro come strano, nasce da qualche nostra insicurezza nel rapportarci, prima di tutto con noi stessi, poi con gli altri.
Una donna un giorno disse: "gli uomini sono più sicuri delle donne" ma questa frase la può aver detta soltanto una donna insicura.
La paura, è sempre lei, è la signora in "nero" che ci frega sempre, che si insinua nei meandri della nostra mente, mostrandoci le nostre stranezze come migliori di quelle degli altri, migliori perché è il nostro piccolo io che ci dice che sono migliori, ci dice di fare attenzione, perché se tutti si adeguano a quella stranezza, la nostra scomparirà nel nulla e noi con essa per sempre.
Ma se ogni tanto ci ricordassimo di Essere pura Luce, potremmo invitare la paura dentro al nostro Cuore, invitandola a cambiare d'abito, e indossarne uno più consono all'occasione, visto che il luogo dove è stata invitata è piuttosto Sacro, anche lei non potrà resistere alla meravigliosa LUCE che ne scaturisce, mostrandosi per ciò che è realmente, noi stessi.
Allora capiremo che ogni differenza, che ogni stranezza è quella parte che manca a noi, e se la vogliamo a tutti i costi, diamoci da fare e impegnandoci per realizzarla.

Rosario Panarello - www.purocuorefranoi.com

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